La legge e il mondo della finanza: non sempre i colpevoli pagano

Quando si parla di mercati finanziari, l’immaginario comune riporta spesso a grandi cifre di denaro, guadagnate e spostate più o meno onestamente da qualche personaggio ricchissimo che nemmeno conosciamo.

Nella maggior parte dei casi, quest’idea non è reale. Gli investitori sono per la maggior parte persone assolutamente normali, che fanno una vita normale e che sono muovono somme di denaro onestamente guadagnate. Probabilmente molte persone che conoscete hanno dei piccoli fondi d’investimento o fanno del trading online.

E’ anche però vero che in alcuni casi le persone che operano nel sistema finanziario non sono in buona fede e non pagano adeguatamente quando vengono scoperti.

La crisi del 2008. I colpevoli hanno pagato?

Credo che chiunque abbia un po’ di senso comune e una se pur minima idea di cosa significhi finanza, ricordi perfettamente il 15 settembre 2008. Falliva Lehman Brathers e iniziava ufficialmente la crisi economica peggiore del nostro secolo.

Per una serie infinita di concause, si scatenò un terribile effetto domino a livello mondiale. Milioni di famiglie finirono sul lastrico, milioni di attività commerciali chiusero i battenti. Le grandi aziende licenziarono ed in alcuni casi addirittura chiusero.

Un’intera generazione di persone finite senza un degno lavoro e soprattutto senza prospettive future, da allora sono passati 10 anni terribili, e ancora non ci siamo pienamente ripresi.

Chi erano i colpevoli? Chi ha scatenato la crisi?

Il problema è proprio questo, quando si parla di crisi economica non è sempre facile individuare i veri colpevoli, e non è facile capire quando la cosa sia stata intenzionale o provocata in buona fede.

Dick Fuld, il gorilla di Wall Street, era all’epoca presidente e CEO di Lehman Brothers.

L’anno prima della crisi Fuld aveva incassato la cifra di 34 milioni di dollari. In soli sei anni aveva accumulato 457 milioni di dollari. Possiamo dire che negli anni di crisi, Fuld, non se l’è passata poi così male.

Ken Lewis, ex Ceo di Bank of America, è tranquillamente andato in pensione un anno dopo l’inizio della crisi. Inizialmente Lewis aveva pensato di comprare Lehman Brothers, operazione che avrebbe potuto evitare la rovina di migliaia di famiglie, ma naturalmente l’operazione non era così vantaggiosa, e Lewis ha lascito perdere.

Bob Diamond, ex Ceo di Barclays. Negli anni post 2008 era comunque riuscito a rimanere al suo posto senza nessuna conseguenza, fino al 2012, anno in cui ha dovuto rassegnare le dimissioni per aver manipolato l’indice Libor. Anche Diamond aveva intenzione di comprare Lehman Brothers, ma dopo un’estenuante trattativa nella notte del 14 settembre del 2008, decise di rinunciare all’acquisto.

Possiamo realmente dire che queste persone sono colpevoli di aver scatenato e indotto a crisi del 2008? In un certo senso si, sicuramente per quanto riguarda Fuld, che le mani in pasta le aveva proprio in Lehman Brothers, e che quindi doveva assolutamente sapere che cosa avveniva dentro la sua banca. Per tutti gli altri non è possibile valutare il grado reale di responsabilità nella cosa. Certo gli organi che dovevano vigilare sul sistema bancario non lo hanno fatto in modo adeguato e chi ne ha fatto le spese non otterrà mai un’adeguata giustizia.

Ed è proprio questo che amareggia, perché la crisi è stata indotta e scatenata da milionari che alla fine dei giochi non hanno perso nulla.

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