Broker per il trading da Cipro in un tribunale italiano: finalmente qualcuno che combatte contro la finanza

Nel mese di Luglio 2017, presso il tribunale di Firenze, è stata aperta la prima causa di trading online intentata contro la società truffaldina “IQ option Ltd” sul suolo italiano. Massimo Caruso, 34 anni, ha deciso di sporgere denuncia contro la nota società di Forex Trading (operante nel settore di mercato delle micro transazioni online in tempo reale), a causa della mancata trasparenza della stessa nei confronti dell’investitore.

Questo tipo di mercato, che apre il mondo del Trading alle persone comuni invece che ai soli broker professionisti, offre possibilità di guadagno molto elevate – ma ha molte zone d’ombra in cui si nascondono truffe e inganni per chi vi si avventura senza preparazione e criterio. Proprio su questa mancanza di trasparenza si esprime Massimo:

“È qualcosa di vergognoso come queste società possano tranquillamente truffare chi investa i propri soldi, spostarli in conti corrente in paradisi fiscali, e restare impunito e senza nemmeno sapere chi sia il responsabile.”

SEDE CONSOB SICUREZZA GUARDIE GIURATE

Purtroppo, essendo una realtà dell’ultimo decennio, le regolamentazioni sono ancora piuttosto vaghe: sebbene esistano delle normative europee che richiedano l’iscrizione di queste società alla CONSOB e ad altri organismi di controllo, le istituzioni italiane hanno l’abitudine di non restare “al passo con i tempi” e non solo mancano di informazione verso il cittadino (che si trova in balìa della disinformazione e delle truffe, pressoché impossibilitato a trovare delle linee guida a livello giuridico in materia), ma peccano anche nel controllo e nella sanzione di quelle società che non regolarizzano la propria posizione e continuano a operare impunemente, difficilmente distinguibili dalle società autorizzate.

Ma non è questo l’unico problema del trading online: essendo una realtà da pochi anni, il Forex Trading manca totalmente di regolamentazione specifica. Questo enorme vuoto regolamentativo italiano fa ricadere il trading sotto il D.L. 1 settembre 1993 n.385 (un Decreto legge vecchio di oltre vent’anni), permettendo anche alle società iscritte alla CONSOB di non essere riconducibili a persone fisiche, ma non solo: è infatti sempre grazie alla mancanza di regolamentazione che società di trading, obbligate alla trasparenza nelle transazioni di mercato, non hanno lo stesso obbligo di rendere disponibili alle autorità preposte al controllo i dati sulle transazioni tra l’intermediario e l’investitore privato. In altre parole, nessuno al di fuori di loro sa cosa succede ai soldi che l’investitore deposita sul suo conto investimento.

“Queste società, tra cui IQ option alla quale mi ero affidato, sguazzano in questa pozza di acqua torbida” continua Massimo. “Possono permettersi di far sparire i fondi delle persone fornendo loro dati falsati sull’andamento in tempo reale del mercato, difficilmente verificabili perché non riconducibili direttamente a chi, i soldi, li ha messi veramente in gioco. Ma così le cose non possono andare avanti.”

Nessuna parola dai legali di IQ option, una delle più grandi società di trading online al mondo, che è spesso stata citata in giudizio a livello internazionale ma mai da un cittadino italiano. IQ option è purtroppo tristemente nota per questo tipo di problematiche, offrendo previsioni azzardate di guadagno con investimenti ad alto rischio che l’investitore comune non è in grado di prevedere, se non si affida a Trader esperti e affidabili.

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