Investimenti nel 2018: i cittadini italiani vengono fregati… di nuovo.

Una società non registrata alla Banca d’Italia ruba i soldi direttamente dalle tasche dei cittadini. Prometteva falsi investimenti

Accade due giorni fa: presso la Procura della Repubblica di Milano, il Comando Provinciale Milano, accompagnato dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano, hanno dato attuazione al provvedimento del G.I.P, che ha deciso di procedere con la custodia cautelare per 4 persone. Attualmente, una è in carcere e i restanti 3 agli arresti domiciliari. In seguito è stato effettuato il sequestro di beni e disponibilità finanziarie in capo agli indagati, per un totale di 7,7 milioni di Euro.
Al termine delle attività investigative sono stati accusati ben 16 individui – a vario titolo – sette dei quali sono stati accusati di associazione a delinquere transnazionale finalizzata alla truffa, riciclaggio, abusivismo finanziario e raccolta abusiva del credito.

Le indagini, svolte sotto la direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Milano (con la collaborazione delle autorità giudiziarie della Repubblica di San Marino) a seguito di mirati accertamenti bancari e perquisizioni, hanno permesso di delineare l’esistenza in Italia di un sodalizio criminale che ha provveduto a raccogliere complessivamente circa 8,5 milioni di euro da cittadini italiani, residenti sia in Italia che in Olanda.

Come è stato possibile?

Il gruppo di indagati fingeva di effettuare investimenti finanziari per conto di terzi, sostenendo che fossero più remunerativi di quelli comunemente praticati dagli investitori
istituzionali ma che non erano altro che truffe. La società sosteneva di essere affiliata a Banca Italia.

Difficile trovare degli effettivi colpevoli: i promotori e coordinatori della truffa sembrano essere stati un trader ed un avvocato (A.M. di anni 43 e B.E. di anni 52), entrambi milanesi.

GTCM : una bella truffa !

Il truffa ai danni di centinaia di cittadini italiani era gestita tra l’Italia e l’Olanda operando in modo illecito una raccolta del risparmio e investimento. Era effettuata tramite una società di diritto inglese, con sede formale a Londra ma, di fatto, operativa a Milano. Per rendere la società credibile, i due utilizzavano abusivamente i nomi di altre due società realmente esistenti, ma non consapevoli dell’attività illecita in corso.

La “raccolta” del denaro dei cittadini italiani, svolta tra il 2010 e il 2015 nei confronti di 243 risparmiatori, per un totale di circa 8,5 milioni di euro (di cui circa 6,4 milioni di Euro non restituiti), è stata effettuata principalmente dalla società e con i conti correnti dello studio legale di Milano (con uffici anche in Olanda), nonché utilizzando i conti di altre due società finte, intestate al cugino del legale (G.B. di anni 41), di fatto amministrate dallo stesso.

Il livello operativo della società era composto da altri 5 cittadini italiani (di cui 3 regolarmente iscritti all’albo dei promotori finanziari e 1 residente in Olanda e non iscritto all’albo), che avevano il compito di proporre i falsi contratti d’investimento ai propri clienti principalmente distribuiti tra le province di Milano, Bologna, Firenze e, appunto, in varie città in Olanda. I clienti, ricevendo dallo studio legale dei falsi fogli informativi e confidando nella bontà dell’investimento, nella maggior parte dei casi procedevano con altri pagamenti, alimentando così la truffa in atto.
Ai clienti, inoltre, veniva riferito che per investimenti con taglio minimo di 50.000 euro, il capitale fornito sarebbe stato garantito da una (finta) garanzia assicurativa.

Attualmente le autorità competenti sono al lavoro per una restituzione equa ed il risarcimento dei danni di coloro che sono rimasti coinvolti.

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