Split Payment: cosa è per quale motivo non piace per nulla a privati e imprese

Con la legge di stabilità del 2015 sono state introdotte alcune novità in ambito fiscale tra le quali anche l’estensione del meccanismo di scissione dei pagamenti IVA (Split Paymentalle pubbliche amministrazione. Ma i commercianti si trovano con meno liquidità nei loro conti.

 

A partire dal 1 Luglio 2017, verrà introdotto nel regime fiscale, un nuovo metodo di liquidazione dell’IVA che regolerà i rapporti tra privati e P.A: Stato, enti pubblici, università, enti ospedalieri e aziende sanitari. In sostanza gli enti sopra riportati, non dovranno più versare l’imposta sul valore aggiunto all’azienda fornitrice di un servizio o bene, ma lo forniranno direttamente all’erario statale. L’azienda quindi non incasserà direttamente l’IVA dall’ente pubblico, nonostante essa sia stata calcolata in fattura, ma per l’incasso dovrà attendere un secondo momento.

L’obiettivo del governo era chiaramente di evitare tentativi di frode da parte della pubblica amministrazione, e di scongiurare il pericolo di evasione fiscali. Ma come diretta conseguenza, le imprese, oltre ai già colossali ritardi dei pagamenti si vedranno costretti a non incassare l’IVA se non con notevole ritardo, nonostante sia già stata versata.

Non sono mancate quindi le proteste e le mobilitazioni degli esercenti e della Confartigianato. Le piccole e medie imprese, coinvolte direttamente lamentano che questa manovra potrà solo danneggiare la loro liquidità. E inoltre dovranno preoccuparsi di incassare l’IVA, chissà con quale notevole ritardo, direttamente dall’erario, ogni tre mesi se non ogni anno.

Quindi ai tempi lunghi delle pubbliche amministrazione adesso si dovrà aggiungere il saldo dell’IVA da parte dello stato con un ulteriore allungamento dei tempi.

Chi per il momento rimane fuori da questa manovra sono tutti i professionisti e le imprese che lavorano a regime fiscale forfettario, o dei cosiddetti minimi, che non verranno toccati dal momento che le loro non contengo alcun addebito di IVA.

Bisognerà attendere i mesi successivi per capire se questo nuovo strumento fornirà un aiuto al contrasto dell’evasione fiscale o si ritorcerà contro l’ormai vasto popolo delle partite IVA.

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